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Sostenibilità

Ultimo miglio green: conviene davvero?

TVTeam Velox27 marzo 20261 min di lettura
Consegne green nell’ultimo miglio

Consegne a zero emissioni nei centri città: oltre all’impatto ambientale, c’è un caso economico e di brand che merita di essere analizzato con i numeri alla mano.

Perché il last-mile pesa così tanto

L’ultimo miglio rappresenta fino al 53% del costo totale di una spedizione, in crescita rispetto al 41% del 2018. È anche il tratto più inquinante e più soggetto a vincoli urbani come ZTL e finestre di accesso.

Ridurre l’impatto del last-mile, quindi, non è solo una questione ambientale: è la leva con il maggior ritorno economico dell’intera catena.

Van elettrici e cargo-bike: quando conviene

Nei centri storici e nelle aree ad alta densità, mezzi elettrici e cargo-bike sono spesso più rapidi dei furgoni tradizionali, oltre che esenti dai blocchi del traffico. Nel 2026 l’elettrificazione è uscita dalla fase pilota: i grandi corrieri stanno aggiungendo flotte EV per tagliare i costi del carburante e rispettare le normative.

  • Accesso libero alle ZTL
  • Costi di gestione e manutenzione inferiori sul lungo periodo
  • Comunicazione di sostenibilità credibile e verificabile

Microhub e punti di ritiro

L’innovazione vera del 2026 non sono i droni, ma reti dense di consegna “fuori casa”: microhub urbani, cargo-bike e locker. Un corriere può gestire fino a 150 colli l’ora consegnando ai locker, contro i 15–30 di una consegna a domicilio.

Combinare microhub e consegna green significa abbattere insieme costi, emissioni e tentativi falliti.

Il ritorno sul brand

Comunicare consegne a impatto ridotto non è solo marketing: i clienti premiano i brand coerenti. L’importante è dichiarare solo ciò che si può dimostrare — con dati verificabili per ogni spedizione — evitando il greenwashing.

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