Ultimo miglio green: conviene davvero?

Consegne a zero emissioni nei centri città: oltre all’impatto ambientale, c’è un caso economico e di brand che merita di essere analizzato con i numeri alla mano.
Perché il last-mile pesa così tanto
L’ultimo miglio rappresenta fino al 53% del costo totale di una spedizione, in crescita rispetto al 41% del 2018. È anche il tratto più inquinante e più soggetto a vincoli urbani come ZTL e finestre di accesso.
Ridurre l’impatto del last-mile, quindi, non è solo una questione ambientale: è la leva con il maggior ritorno economico dell’intera catena.
Van elettrici e cargo-bike: quando conviene
Nei centri storici e nelle aree ad alta densità, mezzi elettrici e cargo-bike sono spesso più rapidi dei furgoni tradizionali, oltre che esenti dai blocchi del traffico. Nel 2026 l’elettrificazione è uscita dalla fase pilota: i grandi corrieri stanno aggiungendo flotte EV per tagliare i costi del carburante e rispettare le normative.
- Accesso libero alle ZTL
- Costi di gestione e manutenzione inferiori sul lungo periodo
- Comunicazione di sostenibilità credibile e verificabile
Microhub e punti di ritiro
L’innovazione vera del 2026 non sono i droni, ma reti dense di consegna “fuori casa”: microhub urbani, cargo-bike e locker. Un corriere può gestire fino a 150 colli l’ora consegnando ai locker, contro i 15–30 di una consegna a domicilio.
Combinare microhub e consegna green significa abbattere insieme costi, emissioni e tentativi falliti.
Il ritorno sul brand
Comunicare consegne a impatto ridotto non è solo marketing: i clienti premiano i brand coerenti. L’importante è dichiarare solo ciò che si può dimostrare — con dati verificabili per ogni spedizione — evitando il greenwashing.


